A Padova c’è l’Impressionismo di Zandomeneghi

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Zandomeneghi

Domenica 9 ottobre 2016 Padova Eventi ha partecipato al Web Editor Day promosso da Palazzo Zabarella in occasione della mostra “L’Impressionismo di Zandomeneghi”. Ecco com’è andata!

La mostra, ospitata nella prestigiosa sede di Palazzo Zabarella, una delle più significative testimonianze architettoniche del XI secolo in città, è stata inaugurata il 1° ottobre e sarà visitabile fino al 29 gennaio 2017.

Il percorso espositivo, ideato per i 100 anni dalla morte dell’artista veneziano, è organizzato e promosso dalla Fondazione Bano e in collaborazione con la Fondazione Antonveneta e curato da Francesca Dini e Fernando Mazzocca.

Questa mostra va dunque ad aggiungere un tassello all’appassionante progetto della Fondazione sulla pittura dell’Ottocento italiano, che negli ultimi anni ha già portato nella città del Santo interessanti artisti come Corcos, De Nittis, Fattori, il Simbolismo in Italia e Telemaco Signorini.

Il percorso espositivo

Entrati nell’ampio ingresso di Palazzo Zabarella e accolti dalla dott.ssa Irene Fanizza, ideatrice dell’iniziativa e Digital Editor della Fondazione, abbiamo iniziato il Web Editor Tour alla mostra accompagnati da un’eccellente guida.

L’allestimento, pensato in sei sezioni ben distinte, ripercorre cronologicamente la vita di Federico Zandomeneghi attraverso circa 100 sue opere tra dipinti a olio e pastelli, provenienti da istituzioni pubbliche e da esclusive e inaccessibili collezioni private.

L’allestimento al pian terreno presenta il contesto nel quale si è formato il giovane Zandomeneghi. Nato a Venezia nel 1841 e cresciuto all’interno di una famiglia di scultori, l’artista si forma nell’ambito della pittura veneziana del tempo, saldamente ancorata al vedutismo di Hayez, da cui però Zandomeneghi si distaccherà con coraggio, alla ricerca di una modernità che lo porterà prima in Toscana e poi oltr’Alpi.

Dopo il trasferimento a Firenze, dove strinse legami con i Macchiaioli e in particolare con Telemaco Signorini, Zandomeneghi si stabili in Francia a partire dagli anni Settanta dell’Ottocento. Sempre più attento alla sua epoca e alla situazione sociale, Zandò – come veniva comunemente chiamato oltre confine – inizia ad emergere grazie ad immagini dal taglio tipicamente fotografico, in cui l’artista veneziano riesce a dare nobiltà a soggetti semplici di vita quotidiana.

L’approdo a Parigi porta Zandomeneghi a frequentare molti esponenti del movimento Impressionista, tra cui in particolare Degas, con cui stringe un solido rapporto d’amicizia e ad avvicinarsi alle figure femminili, ritratte con estrema cura di particolari.

Dopo le prime sezioni, questa passeggiata nell’arte ci conduce verso il fulcro della mostra. Nella quarta sezione ritroviamo opere pienamente impressioniste, sia nei soggetti che nello stile pittorico. Qui in particolare emergono tipici soggetti legati alla vita parigina dell’epoca: i caffè, la musica, il ballo, il teatro. Sono di questo periodo anche i grandi ritratti “En Plain Air” che mostrano scorci di vita quotidiana in una Parigi che perde la sua dimensione monumentale e propone strascichi di realismo sociale. La sezione ospita anche una serie di ritratti familiari, che riprendono in maniera realistica la sorella e la madre di Zandò.

Nella successiva sezione la donna diventa l’assoluta protagonista, ritratta in scene di vita comune come se fossero istantanee di vita quotidiana. In queste opere Zandomeneghi pone estrema attenzione ai dettagli degli abiti femminili e mostra donne in bicicletta e a teatro, a testimonianza di un cambiamento di costumi che portano all’emancipazione della figura femminile durante la Belle Époque.

L’esposizione si conclude sapientemente presentando gli ultimi lavori di Zandò, in cui emerge la passione per la figura morta, in particolare il rapporto natura morta e figure femminili.

Informazioni utili per la visita

La mostra, visitabile fino al 29 gennaio 2017, è accessibile dal martedì alla domenica dalle 9.30 alle 19.00. Sono in programma aperture straordinarie nei lunedì 31 ottobre, 26 dicembre 2016 e 2 gennaio 2017.

Maggiori informazioni sono disponibili in www.zabarella.it e nella Pagina Facebook della Fondazione.

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Autore dell'articolo: Padova Eventi